Chiromanzia Cinese – Considerazioni e commento al testo di George Soulié de Morant (Prima parte)

Questo articolo è estratto del mio libro I giganti della Medicina Naturale, che uscirà il prossimo gennaio

La Chiromanzia, vecchia quanto l’uomo

È decisamente significativa, tipico frutto del tempo presente, questa pulsione alla conoscenza dei lati oscuri dell’uomo attraverso l’analisi dei suoi costituenti corporei.

Il fatto poi di rivolgersi al pensiero orientale, cinese in particolare, conferisce alla ricerca una sottile e fascinosa atmosfera esotica.

Non dobbiamo dimenticare che la Chiromanzia è vecchia quanto l’uomo [1], e, comunque la si consideri, sia essa Scienza o Arte, ha avuto la luce, come prevedibile, in Oriente.

In India era già nota da secoli, come tramandato dai testi vedici.

Anche in Cina la tradizione divinatoria attraverso la mano ha ben solide radici; essa coordina, in un insieme sintetico, le conoscenze astrologiche, fisiologiche e religiose che hanno sempre permeato la struttura sociale e la vita dei cinesi, dalla medicina alle arti, dalla letteratura ai costumi, dall’etica alla musica, seguendo la storia delle dinastie imperiali.

Viene a questo punto spontaneo l’accostamento con l’eccellente testo cinese d’arte divinatoria, la cui mitica compilazione risalerebbe alla preistoria della Cina: I King, il Libro dei Mutamenti, reso noto in Occidente solo nel 1923 da Richard Wilhelm, e poi divulgato in Europa da Carl Gustav Jung, libro cui lo psicanalista dedicò un’accurata prefazione sia alla traduzione inglese del 1949 sia all’edizione italiana del 1949[2].

Si tratta anche in questo caso di concetti e di predizioni che si perdono nella notte dei tempi e che, per la loro semplicità e profondità costantemente confermata nella realtà, sono veri, come vero è l’uomo con le sue “mutazioni”.

Il pensiero cinese è assai fecondo

simboli

Esagrammi, simboli dell’I King, il Libro dei Mutamenti

I cinesi, millenni fa, hanno scoperto, analizzato e divulgato tutto il “cosmo” nella sua interezza in parte con la tradizione orale[3]  in parte con note scritte[4].

Chi ha letto i testi di Medicina Tradizionale Cinese per capire e praticare l’Agopuntura, può comprendere come la conoscenza della fisiologia dell’uomo, per i cinesi, non può prescindere dalla comprensione degli eventi cosmici (stagioni, clima, cicli biologici) che incidono sulle cause e influenzano l’evolversi delle malattie.

Sgomenta, per la nostra tradizione occidentale, questa costante presenza del particolare nel generale, del microcosmo nel macrocosmo, quest’analisi serrata e dettagliata dei sintomi che sfocia poi nella definizione della globalità dell’essere, e alla fine nella diagnosi medica vera e propria, che altro non è se non la sintesi di quell’uomo ammalato, la spiegazione dell’evolversi della disritmia delle sue “energie vitali”; diagnosi che, a sua volta, è il preludio per la scelta di un trattamento utile a ripristinare il primitivo equilibrio, ora compromesso.

Così, se la punta della lingua corrisponde all’organo cuore, un arrossamento in questa sede esprimerà “calore e pienezza nel cuore” (ipertensione, infarto); se c’è una carie nei denti canini superiori, che corrispondono al viscere stomaco, questa esprimerà “calore e pienezza nello stomaco” (indigestione, gastrite, ulcera); se la guancia destra corrisponde all’organo polmone, un arrossamento in questa sede esprimerà “calore nel polmone” (bronchite, polmonite); poiché la punta del naso corrisponde all’organo milza, il suo arrossamento esprimerà “calore nella milza” (diarrea, diabete); e così via.

Il concetto di rappresentazione somatotopica[5]

È un concetto tipicamente cinese; non esiste segmento corporeo in cui non sia rappresentato in sintesi tutto l’organismo.

Nella semeiotica medica cinese, come accennato, tutto ciò è molto importante; non dimentichiamo che l’esame dei polsi è l’accertamento principale dello stato di salute poiché nei polsi si esprimono i “cinque movimenti”, i “cinque elementi”, e tutti gli organi e i visceri con le loro manifestazioni patologiche.

Così, anche nel padiglione dell’orecchio è proiettata la mappa degli organi, donde la sua utilità a scopo diagnostico e terapeutico (Auricolo Medicina).

Tutti i singoli elementi considerati per la conoscenza dell’uomo (volto, mano, occhio, orecchio, piede, ecc.) devono comunque essere integrati e coordinati affinché non sfugga l’unità che ne è poi il cardine e la sintesi, al fine di decidere il trattamento più adatto al riequilibrio energetico.

L’uomo deve sempre essere considerato (di là da schematismi parcellari oppure da preconcetti ideologici, o da frammentazioni semiologiche) in simbiosi con il mondo esterno e con le singole differenti parti costituenti il proprio Sé.

corpo d'uomo con indicazioni per agopuntura

Meridiani dell’Agopuntura Cinese

Abbiamo detto: la parte per il tutto, il microcosmo per il microcosmo.

L’uomo, che racchiude le “essenze”, i sentimenti, gli Chenn, le reazioni, le espressioni della Natura, è il mortale che però tende all’Assoluto, l’uomo che carpisce il “fuoco degli Dei” per arricchire l’umanità, diventando al tempo stesso simbolo della divinità con la quale tenderà a identificarsi[6].

Non dimentichiamoci di quanto dicevano gli antichi Sapienti:

“Conosci te stesso, perché solo nella profondità del nostro essere possiamo ritrovare l’Unità Divina”.

È un legame comune, un filo ancestrale che ci avvolge, congiungendoci con il passato e ricucendo l’Occidente[7]  all’Oriente[8].
Anche la mano ha una sua tipologia somatotopica in relazione ai “cinque movimenti”, e pertanto agli organi corrispondenti.

Ma la Chiromanzia non è solo questo, e lo conferma il testo di Soulié de Morant.

Traspaiono da quest’opera dei concetti essenziali che vale la pena sottolineare.

Innanzi tutto, di là della pura descrizione conoscitiva e interpretativa a scopo diagnostico delle linee del palmo della mano, dell’aspetto delle unghie, della forma del polso e delle dita, pare rilevare il profondo desiderio di ordine-giustizia dei cinesi, il criterio di analizzare non per catalogare, ma per confermare che in Natura tutto è serenamente collegato, è facilmente deducibile, è armonioso e consequenziale perché in sereno accordo:

“…il poso sottile esprime finezza mentale…”;

“…la facoltà della mano sta nell’afferrare e nel trattenere, nel prendere e nell’abbandonare; se la mano è sottile e lunga, non può trattenere e la sua natura è generosa…”;

“…linee interne delle dita che formano cento disegni sono segno di agitazione e di dispersione…”;

“…il palmo freddo è segno di depressione nervosa, il palmo secco esprime volontà…”.

In definitiva, è il buon sapere popolare che torna a galla, e questo altri non è se non un ritorno all’equilibrio con le forze della Natura.

 

 

[1] Letteralmente significa”scienza divinatoria attraverso lo studio interpretativo delle linee della mano”; mentre chiamasi Chirognomia lo studio delle caratteristiche morfologiche della mano. La fusione delle due tecniche si chiama Chirologia.
[2] I King (il Libro dei Mutamenti), Collana “Psiche e Coscienza”, ed. Astrolabio, Roma, 1950.
[3] Huang Di Neijing Su Wen, il primo Libro dell’Imperatore Giallo Hoang Ti, che raccoglie i suoi leggendari dialoghi con i sei medici consiglieri avvenuti, si dice, nel 2800 a. C., è stato aggiornato nei tempi successivi da Wang Ping nel 762 d. C. e dai consigli dei Saggi succedutisi nel periodo Song (960-1126 d. C.) e nel periodo Ming (1368-1644 d. C.). Si tratta della prima raccolta della tradizione orale cinese riguardante i principi su cui si basa la Natura, secondo il pensiero orientale, e, di conseguenza, il trattamento con gli aghi o con la moxa quando si perde l’armonia con il Cosmo.
[4] Sono i commenti in ideogrammi degli autori classici, tra cui il celebre monaco Sueh, vissuto nel XIX secolo.
[5] Tecnicamente, è la corrispondenza tra una parte del corpo e un’altra dotata di funzione superiore. Ad esempio, i muscoli di un arto sono collegati con alcuni specifici gruppi di neuroni nella corteccia cerebrale dai cui dipende il loro comando. E’ il particolare che fa sempre riferimento al centro generale. Il concetto indica anche che ogni rappresentazione corporea è presente in tutti gli organi, dal più grande al più piccolo (cellula). Così, nel padiglione auricolare, nella pianta del piede e nel palmo della mano possiamo osservare alcuni punti che riflettono i vari distretti dell’organismo, la cui stimolazione ha effetto regolatore sugli stessi.
[6] Vedi la mitologia degli eroi e dei semidei in Dei e Miti di A. Morelli, Ed. Fratelli Melita, 1987.
[7] Come ci insegna C. G. Jung.
[8] Come afferma l’I King.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *