Chiromanzia Cinese – Considerazioni e commento al testo di George Soulié de Morant (Seconda parte)

Questo articolo è estratto del mio libro I giganti della Medicina Naturale

Chiromanzia è divinazione

L’interesse alla mano non è solo prerogativa del mondo orientale; lo stesso dottor C. F. Samuel Hahnemann, fondatore dell’Omeopatia, alla fine del corso di studio superiore presso il prestigioso Istituto di Sant’Afra a Meissen (sua città natale), dove poté entrare (pur essendo di famiglia modesta, essendo la Scuola riservata al ceto facoltoso) perché appoggiato dal suo antico maestro di scuola, il professor Müller, il quale già vedeva in lui lo spirito del “genio”, presentò un saggio, scritto in latino, dal nome: La strana costruzione della mano, per sottolineare, ed elogiare, l’importanza della esatta interpretazione di quella parte del corpo da cui, a parte il viso, appaiono e diventano assai evidenti i tratti del carattere.

i segni della chiormanzia sulla manoLa scelta stupì i docenti e gli allievi della Scuola, ma non noi che, dal suo pensiero, abbiamo appreso quanto sia utile la conoscenza del ”particolare” rispetto al “generale”.

Questa visione “olistica” è trasversale ai due mondi, orientale e occidentale, e il fatto che avesse attratto l’attenzione anche del giovane Hahnemann, persona dotata di cultura assai vasta per i suoi tempi, sta a significare  che, in tema di sapere universale, esistono archetipi (e basi spirituali) comuni.

Tant’è che la letteratura riporta anche un’opera, da taluni considerata apocrifa, del famoso conte di Cagliostro, mago, massone ma soprattutto terapeuta e alchimista: Les petits mistères de la destinée, che tratta lo stesso argomento, cioè la divinazione attraverso la mano.

Evidentemente, pensatori assai liberi, dotati di profonda cultura e conoscenza, hanno attinto alle stesse fonti, di sicuro assai antiche [1].

Purtroppo è stata un’errata interpretazione populistica, a sfondo fatalistico, a far piombare la Chiromanzia nel discredito, da scienza occulta a ciarlataneria zingaresca.

Infatti, la Chiromanzia è divinazione, cioè viene utilizzata per predire il futuro.

Sorgono spontanee delle perplessità: è veramente scritto tutto nelle linee della mano? Che fine ha fatto la possibilità di disporre della propria volontà? Siamo dei burattini nelle mani del fato? Siamo dei predestinati a canale unico? Dov’è il “libero arbitrio” degli esoteristi?

“No, non è così”, dicono i cinesi!

I segni sulla mano, così come su qualsiasi altra parte del corpo, dai piedi all’iride, o all’orecchio, esprimono ciò che si è, lo stato attuale delle possibilità espressive, la capacità potenziale di ammalarci, di evolvere o di inserirsi con successo nella società, quasi un diario palpabile della nostra vita, che nessuna cicatrice, tatuaggio o altro ritocco della pelle possono modificare, bensì solo nascondere.

In tal modo, passato, presente e futuro s’integrano nel Sé.

Il fatalismo cinese

La lettura della mano non serve per predire fortuna e ricchezza, disgrazie, povertà e morte. La mano ci dice solo chi siamo e che cosa possiamo fare per ottenere gioie, salute e onori, e per fuggire i dolori, le malattie, gli insuccessi.

I cinesi non dicono: “il fato è segnato, devi rassegnarti”, dicono: “tu sei così, adeguati alla tua natura”.

Quest’ottimistico ribaltamento concettuale, tipico della sottile dialettica cinese, è il vero significato del sereno fatalismo orientale, è l’indicazione di una retta via all’unità del Tao, cosciente e coerente nei principi e nei mezzi.

Il fatalismo cinese è conoscenza consapevole dei propri limiti per adeguarsi al flusso imperturbabile del divenire della Natura.

Sapere chi siamo e chi potremo essere, è il giusto punto di partenza del nostro agire.

Non potremo fare di più e diversamente, perché non ne possediamo i mezzi; un pavido non sarà mai un condottiero, un contemplatore non sarà mai un mercante.

L’invito all’autoconoscenza supera l’ineluttabilità del fato che precondizione il nostro agire.

È la base di un giusto operato secondo le proprie naturali inclinazioni.

“Il volto è la radice, le mani sono i rami…”; i cinesi, abili mercanti, usavano analizzare mani durante i commerci per confrontarsi e trarne profitto.

Conoscere i lati forti o deboli dell’avversario, fa parte del gioco, è la dialettica della vita sociale. Conoscenza, esperienza e capacità sono le doti necessarie per attuare tutto ciò.

La rarità di quest’opera consiste anche nel suo pregevole valore di ricerca storica.

Le indicazioni raccolte in questo libro sono antichissime.

In Cina i primi testi di Chiromanzia vengono, infatti, riferiti al IV secolo a. C.

Anche la Bibbia ne fa riferimento:

“Mettete un sigillo sulle mani di ogni uomo, perché tutti riconoscano le sue opere!” [2].

La Chiromanzia in Occidente

In occidente, il primo testo ufficiale di Chiromanzia vide la stampa nel 1475. Si tratta dell’opera in tedesco di Johann Hortlich: Die Kunst Chiromantie.

Le prime note scritte risalivano fino allora ad Aristotele, il quale nel suo scritto: De Coeli et Mundi Causa, dice che:

“…le linee non sono state tracciate senza ragione nelle mani degli uomini…esse derivano soprattutto dall’influenza del Cielo e della nostra individualità…”.

L’uso della mano, come indicato nella tradizione, è visto non solo a scopo divinatorio, ma anche terapeutico sin dai tempi di Ippocrate, Galeno e Paracelso; al pensiero di quest’ultimo s’ispirò un’opera non minore: la Chiromantie Medicinal di Ludwig Heinrich Lutz, conosciuta nel XVI secolo.

Non si può non menzionare anche l’opera di Richard Sauders, apparsa a Londra nel 1671: Phisionomie, Chiromancie, Metoposcopia, pubblicata dopo quella dell’alchimista Girolamo Cardano resa nota a Parigi nel 1658: Metoposcopia [3].

Proprio come la Chiromanzia insegna, l’uomo è visto sotto costante influsso astrale che non prescinde né pregiudica il suo operato, ma ne definisce le caratteristiche più salienti. Conoscersi è il presupposto del buon agire [4].

due teste di uomop con segni chiromantici Le opere in seguito apparse sull’argomento dimostrano una progressiva perdita dell’alone magico-soprannaturale per assumere quello più popolare, quale la nostra tradizione ci ha progressivamente consegnato sul significato della “lettura della mano”.

Il Trattato di Chiromanzia Cinese, curato e pubblicato da George Soulié de Morant, riconducendoci alle fonti ordinarie, ci riporta al primitivo spirito divinatorio, che ha sempre scandito il ritmo della vita quotidiana dei cinesi.

L’autore, diplomatico francese in Cina nei primi decenni del XX secolo, s’immedesimò nella realtà di una nazione in fase di profonda trasformazione.

Cogliendo le nozioni e le sfumature di una tradizione millenaria, portò a conoscenza dell’Occidente il vero sapere della civiltà cinese prima che le caratteristiche originarie fossero snaturate al contatto con la società moderna, e soprattutto prima del cambiamento del primitivo modo di essere del popolo a causa delle successive rivoluzioni che ne sconvolsero il Paese.

Si dedicò principalmente ai concetti base dell’Agopuntura, della Moxibustione e della Chiropratica, tecniche utilizzate a scopo diagnostico e terapeutico, divulgando per primo in Francia queste pratiche mediche attraverso la pubblicazione di un Trattato di Agopuntura Cinese e di vari articoli sull’argomento.

L’interesse per il mondo cinese lo spinse a studiarne la storia antica e moderna, [5], la musica, l’arte, il Diritto, la grammatica, la religione, la letteratura.

Tradusse testi dall’originale in francese, e scrisse racconti e romanzi aventi come sfondo la vita in Cina.

Purtroppo, molte opere sono ormai introvabili. Resta soprattutto a testimonianza il grande Trattato di Agopuntura Cinese.

Fu un sinologo d’indiscussa fama internazionale.

La sua opera sulla Chiromanzia Cinese, che appare per la prima volta nella traduzione italiana, porta un po’ di quest’atmosfera affascinante e avvincente, ed è indirizzata a tutti i fervidi e ferventi analizzatori dell’essenza umana nell’ottica unitaria psicosomatica.

L’Occidente che, forte della tecnologia acquisita, si ritiene arbitrariamente unico depositario della conoscenza dell’uomo e del cosmo, ha bisogno di fare un tuffo nel passato per capire l’intimo rapporto con le forze della Natura.

Ritengo che il Trattato di Chiromanzia Cinese possa rispondere pienamente a questa esigenza permettendo di fare sereno contraltare tra la fantasia, l’arte, i miti e la stretta, rigorosa e schematica conoscenza delle forze che regolano il nostro organismo.

Non invano molti medici, mitigando le loro più radicate presunzioni, utilizzano tutte le conoscenze, compresa la Chiromanzia e l’Astrologia, per l’approfondimento della natura umana, e, in quest’affannosa ricerca, c’è tanto coraggio quanta onestà e umiltà per amore della verità.

 

[1] Per approfondire la conoscenza di questo misterioso personaggio, vedi la trilogia dei libri da me pubblicati sul conte di Cagliostro nel sito Mnamon.it, Milano, 2014, e su Amazon.it.
[2] Giobbe 37-7: Inno all’Onnipotente Sapienza.
[3] La Metoposcopia, scienza di stretta parentela con la Chiromanzia, è lo studio analitico delle linee della fronte per indagare il carattere della persona secondo gli influssi dei “pianeti” e degli “astri”.
[4] A questo proposito vedi anche i libri sulla Fisiognomica di Kaspar Lavater, e l’interessante opera di Léon Vannier: Tipologia omeopatica e le sue applicazioni. Prototipi e metatipi. I temperamenti. Entrambi descrivono le caratteristiche fisiche che richiamano, e riflettono, la costituzione psico-attitudinale dell’organismo.
[5] Pubblicò dei saggi sulla vita di Confucio, sull’operato dei Gesuiti in Cina, sull’Imperatrice Tseu-H’si al tempo della rivoluzione dei Boxer. Per la bibliografia completa delle opere e degli scritti di Soulié de Morant, vedi la seconda parte del mio libro: Agopuntura e Omeopatia. Complementarietà o antitesi? Con la biografia di George Soulié de Morant, Ed. Mnamon, Milano, 2016.

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