Considerazioni sui libri su Cagliostro – 1

Perché una nuova pubblicazione su Cagliostro?

foto di viso di uomo

Raffaele De Chirico

In realtà, questo libro è un’opera vintage; infatti, iniziato quasi in sordina negli anni cinquanta del secolo scorso per soddisfare una particolare curiosità verso il personaggio e rielaborato con maggior cura in più occasioni, la vera uscita pubblica può essere cronologicamente fissata il 27 aprile del 1967, giorno in cui mio padre Raffaele registrò per la prima volta presso gli uffici SIAE di Milano una copia del manoscritto inedito da lui compilato sulla figura del conte di Cagliostro.

Dopo aver subìto per decenni frequenti aggiornamenti e rimaneggiamenti, parte del testo fu utilizzata per il libro che pubblicò nel 1990 con il titolo: Il processo della Santa Inquisizione a Cagliostro e la sua fuga da S. Leo[1]; la versione integrale[2], insieme a tutta la documentazione e alle annotazioni originali, compresi gli articoli su varie Riviste, la corrispondenza intercorsa con editori, studiosi e con i giornalisti che l’intervistarono, accuratamente archiviata da mio padre, fu invece accantonata nella sua stanza adibita a studio in attesa di migliore occasione editoriale[3].

Qui rimase per parecchi anni ignorata anche dagli stessi famigliari.

Soltanto dopo la morte di mia madre, avvenuta nel 2006, mi si presentò, durante il riordino dell’appartamento, l’opportunità di recuperare il materiale ancora intatto: il manoscritto stesso, i documenti e i fogli allegati, le fotografie, i microfilm, le fotocopie, gli appunti, e tutti i vecchi libri di mio padre. Questi, tra cui alcuni rarissimi da lui trovati a Parigi, forse su qualche bancarella del lungo Senna negli anni sessanta del secolo XX, e altri, sempre in edizione originale, acquistati per corrispondenza dopo aver consultato, nei cataloghi di manoscritti antichi, i volumi allora disponibili[4], sono stati i testi base della sua lunga ricerca.

 

Da quel momento, incuriosito e affascinato da questa scoperta[5], dopo aver visionato con accurata pazienza ogni fascicolo del carteggio, ho iniziato ad appassionarmi all’argomento e, desideroso di documentarmi ulteriormente, ho sentito la necessità di conoscere meglio il personaggio ricuperando vecchie pubblicazioni e acquistando tutti i libri che dall’anno 1990 sono stati stampati su Cagliostro; non soddisfatto, ho anche voluto consultare di persona tutte quelle fonti dell’epoca che mio padre cita, sottoponendo a rigido controllo storico e bibliografico quanto da lui descritto.

Per evitare di disperdere tempo e attenzione su fatti non attinenti al personaggio, ho ristretto la ricerca esclusivamente alle vicende della seconda metà del XVIII secolo verificatesi in un trentennio, quello cioè, tra la cacciata della Compagnia di Gesù dagli Stati europei e la Rivoluzione Francese[6]; in questo periodo, tra Illuminismo e Massoneria, tra Giacobinismo e crisi della Monarchia Assoluta, tra spiritualismo delle Sette Segrete e dura reazione da parte della Chiesa Cattolica Romana, numerosi sono i Pamphlets, i Mémoires, le Lettres, le Confessions che offrono un quadro assai interessante dei fatti che precedettero, e probabilmente condizionarono, la Prima grande Rivoluzione in Francia.

 

Non contento dei risultati ottenuti, ritenendo insufficienti gli elementi acquisiti e incompleti gli incartamenti analizzati, ho creduto necessario perfezionare l’indagine con la consultazione, di persona, dei documenti originali relativi a Cagliostro e a Lorenza Feliciani, da molti reputata sua moglie, iniziando da quelli presenti a Roma presso l’Archivio Segreto del Vaticano (ASV), presso l’Archivio della Congregazione per la Dottrina della Fede, ex Sant’Uffizio (ACDF)[7], presso l’Istituto Storico Romano Societatis Iesu (Archivio Storico Romano della Compagnia di Gesù, noto come Archivium Romanum Societatis Iesu, ARSI), presso l’Archivio Storico del Vicariato di Roma (ASVR) e presso l’Archivio Storico della città di Roma (ASR), e proseguendo nelle varie biblioteche sia di Milano (Comunale Centrale, Ambrosiana, Braidense, F. Parri) sia di Roma (Nazionale Centrale e Casanatense).

 

Inoltre, per avvalorare l’ipotesi che Serafina Feliciani[8] fosse una persona ben distinta da Lorenza Feliciani[9], mi sono recato, sulla base delle affermazioni di Davide Silvagni[10], all’Arcidiocesi e alla Biblioteca Comunale di Fermo, e, soprattutto, nella cittadina di Monte Rinaldo, in provincia di Fermo; qui, presso l’Archivio Parrocchiale, ho potuto consultare i Registri delle anime di quel periodo, gentilmente messimi a disposizione dal parroco dei comuni di Monte Rinaldo e di Ortezzano, don Marino Ramadori, della cui cortesia e affabilità conservo ancora un buon ricordo.

In seguito, sono anche entrato in contatto con la signorina Noemi Lupo di Palermo, sempre disponibile e molto competente in materia, la cui collaborazione mi è assai preziosa. Purtroppo, al presente, le ricerche da lei effettuate presso gli Archivi cittadini e diocesani a riguardo delle vicende della famiglia di Pietro Balsamo e dei trascorsi giudiziari del giovane Giuseppe, non hanno avuto ancora esito, data la difficile reperibilità dei documenti da noi cercati nei Registri ivi depositati. Tuttavia, le indagini, lunghe e pazienti, sono ancora in corso, e ci auguriamo che presto, tra le pagine di vecchi tomi dell’epoca, si possano trovare le informazioni necessarie per confermare le nostre tesi.

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Franco De Pascale (a destra) con Tommaso De Chrico in occasione di una conferenza a San Leo

Infine, l’incontro con Franco De Pascale, noto studioso del conte di Cagliostro, è stato per me illuminante e decisivo. Franco, che mi onora della sua amicizia, ha una competenza unica e insostituibile sul personaggio, e i suoi preziosi consigli hanno arricchito tutto il mio sapere. Insieme collaboriamo, con conferenze pubbliche e presentazioni, alla divulgazione della vera immagine del conte, contestando e smentendo tutte le falsità storiche scritte nei suoi confronti. Il suo saggio, detto Il Cagliostrino, tra breve sarà presente sul mercato librario nella collana delle edizioni Mnamon; auguro a questo libro un successo pari alla sua importanza.

Né ho dimenticato di rivolgermi al Cav. Antonio Flenghi, ex Direttore della Pro Loco di San Leo, caro amico mai dimenticato da mio padre, purtroppo deceduto poco tempo dopo il nostro incontro, a sua figlia Giuliana e alla signora Luciana della locale Pro Loco,  per ulteriori informazioni.

Ho acquistato libri e sono venuto in possesso di documenti rari; spinto da curiosità, la ricerca si è così dilatata a macchia d’olio.

 

Per completare questo progetto, dopo aver deciso di approfondire, con tenacia, pazienza e senso critico, la conoscenza sul tema sia rileggendo i vecchi manoscritti, tra cui alcuni mai presi finora nella dovuta considerazione, sia documentandomi sulle nuove opere depositate in letteratura, il cui elenco completo riporto nella Bibliografia, ho voluto analizzare scrupolosamente, con altrettanta tenacia, pazienza e senso critico, tutti i testi esaminati per verificare l’attendibilità delle fonti.

ritratto cagliostro viaggiatoreAlla fine, il libro consegna un’immagine nuova, complessa e del tutto inedita del conte di Cagliostro.

Con la stesura originale di mio padre, ormai datata nel tempo, e con gli aggiornamenti e le conclusioni cui sono giunto di recente, in pratica l’opera appare scritta a quattro mani come risultato di un’ideale staffetta tra due generazioni, iniziata più di cinquant’anni fa allo scopo di realizzare, senza fretta ma con determinazione, un preciso obiettivo: la rivalutazione storica della figura morale di Alessandro conte di Cagliostro, demolendo gli stereotipi e smentendo le falsità pronunciate per più di due secoli sul suo conto.

Così, se mio padre fu la mente di un progetto ardito, io rappresento il braccio che l’ha portato a compimento.

 

Insomma, sono diventato anch’io, immedesimandomi nel ruolo, un ricercatore, aiutato e incoraggiato in questo lavoro dalla mia famiglia: da mio figlio, laureato in Storia, convinto sostenitore che una vera ricerca storica deve essere sempre basata su fonti attendibili, e da mia moglie, esperta nella composizione del testo letterario, il cui saggio spirito, critico e metodico, insieme ai suoi preziosi consigli, hanno influito positivamente sulla stesura finale del libro.

 

Pur non avendo avuto a disposizione tutto il tempo che mio padre ha dedicato alle sue ricerche[11], e pur non possedendo le sue grandi capacità introspettive né le ampie conoscenze in materia, tuttavia, sono riuscito a farmi anch’io un’idea diversa da quella comunemente nota sul personaggio che, devo dire, mi ha affascinato sin da subito per la profondità di pensiero e per la grande carica di umanità.


[1]    In questo libro, in cui è trattato l’episodio finale della vita del conte, quello cioè in cui subì il Processo e la successiva detenzione nella Fortezza di S. Leo, le riflessioni, le note e le osservazioni su tutta la vita di Cagliostro sono accennate solo in modo sintetico rispetto al  manoscritto originale del 1967.
[2]    Quella che ora mi accingo a proporre al pubblico.
[3]    Purtroppo mio padre morì l’anno dopo.
[4]    Ne fanno fede l’anno di stampa e il timbro di provenienza sul frontespizio; alcuni di questi volumi sono al presente reperibili solo in archivi e biblioteche specializzate. Questo ricco materiale mi è stato assai prezioso per avviare l’indagine partendo proprio dalle fonti autentiche dell’epoca, e non dalle ristampe fatte a posteriori, spesso in fotocopia conforme all’originale, o da citazioni di seconda mano oppure da copie incomplete. Vedi in Bibliografia le opere consultate dal prof. De Chirico.
[5]    Che ha avuto anche il pregio di rievocare in me tanti vecchi ricordi!
[6]    Cioè dal 1759, anno dell’espulsione dei Gesuiti dal Portogallo, al 5 maggio del 1789, data della prima seduta degli Stati Generali a Parigi, evento che fu preludio all’istituzione dell’Assemblea Nazionale Costituente nella Francia pre-rivoluzionaria e pre-repubblicana.
[7]    In questa sede, dove la consultazione è possibile, per studiosi accreditati, solo dal 1998, ho potuto prendere visione della documentazione degli Atti ufficiali del Ristretto Informativo e Costitutivo del Processo al conte di Cagliostro. Il voluminoso Fascicolo, inizialmente depositato nel 1791, poi trasportato a Parigi con tutto l’Archivio del Sant’Uffizio dal 21 luglio 1809 per ordine di Napoleone I, fu infine restituito al Vaticano dal mese di marzo del 1816. Qui rimase definitivamente, e segretamente, conservato fino ai giorni nostri. Vedi anche la nota 254 nel Commento al testo del presente volume.
[8]    Tutti gli Storici, finora, ritengono che questo sia solo il soprannome di Lorenza, attribuitole per la prima volta dal conte durante il soggiorno londinese del 1777.
[9]    Le indagini svolte mi portano proprio a questa conclusione; nel corso del testo saranno descritti in dettaglio le fasi e i risultati della ricerca.
[10]    Insigne storico romano nonché Prefetto di Roma, con Agostino De Petris, negli anni 1883-87, nacque a Roma il 10 febbraio 1831 e morì a Genova il 9 giugno 1897.
[11]   Tuttavia, la mia indagine ha richiesto parecchi anni prima di poter essere condotta a termine. E’ ancora in corso, poiché ritengo che molti documenti, giacenti in biblioteche e archivi privati, siano ancora inediti.

 

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