Considerazioni sui libri su Cagliostro – 8

Ancora su Cagliostro e Balsamo: due persone del tutto diverse

2 – qualità di vita, educazione, modo di esprimersi, cultura:

  • mai a corto di denaro, anzi, spesso generoso dispensatore di beni ai poveri, ai malati e agli indigenti; mai offensivo o aggressivo ma sempre amico di tutti, del popolo, dei prelati, dei politici e dei nobili; dotato di
    serpente con freccia

    Il sigillo personale di Cagliostro

    un notevole carisma nella Massoneria a tal punto che la stessa, nonostante avesse mostrato nei secoli scorsi una certa diffidenza, ancor oggi lo annovera tra i suoi Fratelli più illustri, come documentato da un Decreto Simbolico conferitogli postumo a San Leo nel mese di giugno del 2003 da parte della Grande Oriente d’Italia; e, naturalmente, veggente, mago, alchimista, guaritore, Rosa-Croce e Spirito Eccelso: il conte di CAGLIOSTRO;

  • sanguigno, imbroglione, adultero, lenone e sfruttatore, truffatore e falsario, sempre squattrinato, spesso accusato e imprigionato per varie malefatte, frequentatore di ladri e di assassini, di prostitute e di persone di fama dubbia: GIUSEPPE BALSAMO.

Restano inoltre ben documentati gli atti di guarigione di CAGLIOSTRO descritti da Clementino Vannetti, insigne latinista di Rovereto, dal Cavaliere Marie Daniel Bourrée de Corberon, incaricato degli Affari di Francia in Russia, e da altri Autori; così come le truffe e le falsificazioni narrate nel Compendio di Mons. Giovanni Barberi e nella Memoria Giustificativa dell’Avvocato Antonio Bivona, in realtà perpetrate da GIUSEPPE BALSAMO.

E poi ci sono, nei confronti del conte di CAGLIOSTRO, le lettere delle persone illustri[1], l’affettuosa corrispondenza con Kaspar Lavater e con Ramond de Carbonnières, le positive testimonianze della Marchesa di Créqui, di Madame de Rochejaquelein, di Jean Baptise de la Borde, della famiglia Sarrasin e dei coniugi Burkli, di Sophie von la Roche, della marchesa de Branconi, di Cecilia Tron Zen, della Principessa Lambertini di Roma, del musico Giuseppe Ricciarelli, e di altri numerosi personaggi per noi meno noti ma assai conosciuti e stimati a quel tempo, le cui attestazioni, sempre spontanee, non furono mai messe in discussione.

Né vanno dimenticati i vari Memoriali e gli Epistolari apparsi a Parigi nel 1786 in occasione del Processo per l’Affare della Collana della Regina, nei quali i commenti a lui favorevoli superavano le critiche; erano gli anni del Divo Cagliostro, la cui effigie era liberamente ed entusiasticamente rappresentata in cammei, ventagli, tabacchiere, medaglioni e anelli!

3- capacità divinatorie e poteri spirituali

  • su queste anche i contemporanei di CAGLIOSTRO non avevano dubbi.
    E’ assai interessante quanto scrivono, dalla pagina 143, Paul Christian e Jean Baptise nel libro: History and Practice of Magic, e, dalla pagina 101, Suzanne Jacquemin nella sua opera: Les propheties des Derniers Temps, a proposito degli incontri in cui il conte aveva chiaramente espresso le sue conoscenze spirituali e formulate previsioni di fatti che poi realmente si avvereranno, quali la nascita del Delfino di Francia, la morte del Re Luigi XVI, quella della Regina Maria Antonietta e della contessa de Lamballe, la caduta della Bastiglia e l’avvento di Napoleone, fino alle prossime sorti della Monarchia e della Francia.

Quanto descritto dai suoi pupilli e dalle colombe [2], dà solo una pallida idea di queste capacità.

A questo proposito, anche il racconto minuzioso e storicamente attendibile dei suoi riti magici in Curlandia, fatto da Sergio Campailla nel suo libro ‘La divina truffa’, è assai affascinante e merita una lettura approfondita.

Persino Raymond Silva, esprimendo nel suo libro: la Magie en Medecine il desiderio della Medicina di prendere in considerazione anche le forze occulte, cita il conte di Cagliostro, insieme al conte di Saint-Germain e al dottor Franz Anton Mesmer, quale illustre taumaturgo dotato del misterioso potere divinatorio e di guarigione.

ritratto di Cagliostro

Conte di Cagliostro

Proprio considerando tutte queste diversità fisiche e spirituali, e in particolare le differenze di comportamento e le doti morali, dopo aver anche riscontrato la presenza contemporanea in luoghi diversi, confermata in modo inequivocabile da fonti sicure, del conte di Cagliostro e di Giuseppe Balsamo, e dopo aver analizzato tutta la documentazione che descrive i loro spostamenti in Europa[3], mi sono determinato di compilare, in modo del tutto nuovo e mai realizzato da altri scrittori, così come in precedenza affermato, la loro Biografia Cronologica Comparata, che ho inserito nel secondo volume.

Data la presenza di caratteristiche diverse e contraddittorie anche nella figura di Lorenza Feliciani, e in conformità ad alcune informazioni su di lei riportate in modo discordante da vari autori[4], avendo altresì ipotizzato la presenza di due donne diverse con il rispettivo nome: Lorenza Feliciani e Serafina Feliciani, ho inquadrato anche loro in una Biografia Cronologica individuale, presente anche questa nel secondo volume.

L’analisi critica dei documenti analizzati, di cui alcuni a lungo ignorati oppure, se noti, dichiarati incontestabili dagli studiosi, mi ha permesso di arrivare a conclusioni inedite che, per il momento, rappresentano solo ipotesi interpretative, essendo la ricerca storica appena iniziata e l’argomento meritevole di approfondimento.

A questo risultato sono giunto spinto solo dalla volontà di spiegare le tante, le troppe contraddizioni che hanno sempre avvolto la figura di Alessandro conte di Cagliostro e di sua moglie Serafina, e non certamente perché stimolato da spirito di fantasia (anche se l’intenzione lo suggeriva) né perché intenzionato a scrivere un romanzo (anche se i presupposti non mancano).

Ogni mia affermazione, naturalmente, è confortata da referenze bibliografiche ed è supportata da testimonianze attendibili e da ragionamenti plausibili; in conformità a tutti questi elementi, ogni riflessione può così apparire credibile.


[1]    Del conte di Vergennes, del marchese di Miromesnil, del maresciallo di Ségur, del Principe-Vescovo di Trento Pietro Vigilio Thun; a queste si sommano le favorevoli dichiarazioni scritte, o attestate verbalmente, di tante altre personalità, tra cui Monarchi e Imperatori, militari e Nobili, Cardinali e filosofi, scrittori e pittori, massoni ed esoteristi che lo conobbero di persona.
[2]    Erano giovinetti d’ambo i sessi in età prepubere, che lui utilizzava per la divinazione con la tecnica della Idromanzia, cioè attraverso una caraffa d’acqua. In realtà, si trattava di una messinscena creata ad arte per destare curiosità e attenzione, poiché il suo potere di chiaroveggenza non abbisognava di alcun mezzo sia per superare i confini del tempo sia per visualizzare il Corpo Astrale delle persone.
[3]   Vedi nell’Appendice del presente volume: Le principali località visitate dal conte di Cagliostro e da Giuseppe Balsamo in ordine cronologico. Molte sono da attribuirsi al conte di Cagliostro, altre solamente a Giuseppe Balsamo, mentre alcune, o sono dubbie, oppure, molto probabilmente, registrano la presenza contemporanea di entrambi i protagonisti.
[4]   Sono: Sophie von La Roche, M.me Burkli, Davide Silvagni, Ottorino Damiani, Giuseppe D’Amato, Pericle Maruzzi ed Henri d’Alméras in particolare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *