Considerazioni sui libri su Cagliostro – 9

Spero che questo sforzo dialettico, che per il momento – come detto – rappresenta un’ipotesi di lavoro con tutti i presupposti della realtà, possa essere apprezzato dai lettori appassionati al personaggio Cagliostro.

Forse non sarò riuscito nel tentativo, ma mi auguro di avere aperto una strada diversa, difficile ma affascinante, ad altri studiosi che vorranno proseguire le ricerche sul conte e sulla contessa Serafina, sua vera moglie.

Mi si perdoni se sembrerà che, a volte, abbia prevalso l’immaginazione creativa; spero siano almeno compresi l’accuratezza dei dati storici citati, la completezza delle fonti bibliografiche consultate e la passione con cui riporto ipotesi come se fossero realtà.

A volte la Verità sta proprio dopo l’ultimo limite raggiunto; basta fare un passo in più avvicinandosi alla vetta per vedere, di là della nuova linea d’orizzonte, un mondo diverso e più grande di prima. Tuttavia, per raggiungere quest’obiettivo, occorre avere il coraggio di mettere in discussione tutto quello che fino a quel momento sembrava ormai definito, indiscutibile e inconfutabile.

Afferma, infatti, il noto ed erudito biografo austriaco Stefan Zweig,[1] valido scrittore, giornalista assai accurato nelle sue fonti storiche, e saggista assolutamente imparziale[2]:

[…] Ciò che è chiaro e manifesto si chiarisce da solo, il mistero, invece, ha una azione fecondatrice. Perciò soltanto le figure e gli eventi della Storia adombrati da un velo d’incertezza esigono un rinnovarsi di interpretazione e di poesia […]
A migliaia e migliaia ammontano i documenti, i verbali, gli atti giuridici, le epistole e i rapporti […] ma quanto più a fondo si studiano i documenti, tanto più dolorosamente si constata la problematicità di ogni testimonianza, e con essa di ogni rappresentazione storica.

Un documento, infatti, quando anche autografo, autentico, garantito dagli archivi, non diviene per questo sempre degno di fiducia ed umanamente vero.

Quanta verità in queste poche e chiare parole espresse da uno Storico di fama mondiale!

Il fascino di Cagliostro, ancor’oggi, non smette di stupirci, proprio a causa dei numerosi dubbi e delle irrisolte perplessità che hanno accompagnato il suo percorso terreno.

Nessuno possiede la Verità, e nessuno dà certezze; solo il romanziere può permettersi di lavorare di fantasia, e sicuramente avrebbe successo.

Ma tutto questo non basta.

Neanche lo scrittore più illuminato saprebbe descrivere la profondità della sua Essenza.

Tuttavia, una chiara sintesi sulla sua persona, e sul significato della sua grande opera, nella breve esistenza che gli fu concessa, è stata espressa dallo stesso conte di Cagliostro nel Memoriale di Parigi del 31 maggio 1786:

[…] Io non sono di nessuna epoca e di nessun luogo; al di fuori del tempo e dello spazio il mio essere spirituale vive la sua eterna esistenza, e se m’immergo nel mio pensiero rifacendo il corso degli anni, se proietto il mio spirito verso un modo di vivere lontano da colui che voi percepite, io divento colui che desidero.

Partecipando coscientemente all’essere assoluto, regolo la mia azione secondo il meglio che mi circonda.

Il nome è quello della mia funzione, perché sono libero; il mio paese è quello dove fermo momentaneamente i miei passi.

Mettete la data di ieri, se volete, o riuscendovi quella di domani o degli anni passati, per l’orgoglio illusorio di una grandezza che non sarà forse mai la vostra.

[…] Sono un nobile viandante.

 […] Come il vento del Sud, come la splendente luce del mezzogiorno che caratterizza la piena coscienza delle cose e la comunione attiva con Dio, così vado verso il Nord, verso la nebbia e il freddo, abbandonando dappertutto al passaggio qualche parte di me stesso, splendendomi, diminuendomi a ogni fermata, ma lasciandovi un po’ di luce, un po’ di calore, fino a quando io non sia infine arrivato e stabilito al termine della mia carriera: allora la Rosa fiorirà sulla Croce.

Io sono Cagliostro.

Chi, sia esso un Balsamo, un Cagliostro o altri, può esprimersi con tali sublimi parole se non uno Spirito Eletto ed Eccelso?

Un fatto è certo: sulla sua “vita meravigliosa” tanto si è detto, e tanto ancora si può dire.

La sua “luminosa vita segreta”, invece, rappresenta un mondo del tutto nuovo e sconosciuto.

Difficile sciogliere il mistero che lo avvolse.

Anche se un giorno disse:                  

[…] La verità su di me non sarà mai scritta perché nessuno la conosce,

a mio padre fu chiesto:

[…] che sia dato al mondo ciò che tu puoi comporre con quella conoscenza cha và oltre misura non solo della parola ma anche dello stesso racconto storico.

Come suggerisce la poetessa e scrittrice statunitense Edith Wharton, ci sono due modi per diffondere la Luce: essere la fonte della stessa o lo specchio che la riflette.

Mio padre è stato lo specchio.


[1]   (Vienna, 188; Petròpolis, 1942).

[2]  Vedi l’Introduzione del suo libro: Maria Stuarda, Edizione Mondadori, Milano, 1936.

visione sinottica delle copertine

 

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