Giornalista, calunniatore, spia

Charles Thévenau de Morande, noto giornalista francese del XVIII secolo, nacque ad Arnay-le Duc, in Borgogna, il 9 novembre 1741.

Ebbe una giovinezza non felice; pur destinato all’avvocatura, non si accontentò di una carriera onesta, ma visse di espedienti inimicandosi la famiglia di origine al punto che questa, esasperata proprio dalla sua condotta scandalosa, lo fece imprigionare nella speranza di redimerlo.

Una volta libero, iniziò la sua carriera di libellista senza scrupoli non risparmiando, con le sue velenose diffamazioni e le notizie più piccanti, nessuno della Nobiltà francese, dalla marchesa M.me du Barry al Cancelliere Maupeou, e ricattando gli interessati, pena la pubblicazione di quanto a lui noto.

Già editore e redattore di Le Gazetier Cuirassé, libello di gossip e satira fondato nel 1771, dal 1784 fu collaboratore e direttore del famoso Giornale bisettimanale franco-inglese Le Courier de l’Europe, pubblicato a Londra dal 1776 al 1792. Dopo essere venuto fortuitamente a conoscenza dei pettegolezzi riguardanti la Corte del Re Luigi XVI, diffuse pubblicamente, a mezzo stampa e senza alcun ritegno, fatti e misfatti dei Nobili e dei Regnanti di Francia.

theveneauForte della precedente esperienza di giornalista del periodico Le Gazetier Cuirassé, nel quale, avvantaggiato dalla libertà di stampa, vigente da lungo tempo in Inghilterra, aveva ridicolizzato in modo particolare la Corte del Re Luigi XV senza subire nessuna pena, vuoi per merito della connivenza interessata e della protezione occulta di personalità governative francesi ostili alla Corona di Francia, vuoi perché era nel libro paga di alcuni funzionari della Polizia parigina, si ritenne in diritto di continuare a calunniare chiunque, elevando in più di un’occasione il prezzo del ricatto pur di mantenere alta la tiratura del nuovo Giornale, Le Courier de l’Europe appunto.

Così disse di lui Voltaire: […] questo evaso di Bicêtre (Ospedale Psichiatrico di Parigi) abusa troppo del disprezzo che si ha per lui.

Figura losca e viscida, trovò consono al suo carattere il nuovo ruolo di spia a Londra, sempre al servizio della Polizia francese.

Qui, dal mese di gennaio 1784 al mese di maggio del 1791, succedendo al redattore e fondatore Antoine Joseph Serre de La Tour, fu direttore del Giornale Le Courier de l’Europe, i cui articoli avevano uno sfondo, e un interesse, chiaramente politico.

Ritornato in Francia alla fine del 1791, in piena fase rivoluzionaria, fondò e pubblicò per qualche mese il Corriere patriottico Argus patriotique. Fallito anche questo Giornale, durante la Rivoluzione Francese partecipò ai moti come Monarchico costituzionalista, ma fu poi imprigionato proprio per questo ruolo controcorrente.

Morì il 6 luglio 1805 nel suo paese natale, miseramente dimenticato da tutti. Antonio Radosti, artista grafico contemporaneo e ricercatore curioso di Cagliostro, invece afferma che ritornò nella casa famigliare in completa misera dove: […] fu ucciso da un pazzo con un colpo di pistola alla testa nella piazza principale di Arnay-le-Duc nel 1803.

Sue opere interessanti sono: La Correspondence secrète inédite sur Louis XVI, Marie-Antoinette, la Cour et la Ville de 1777 à 1792; Ma correspondence avec M. le comte de Cagliostro del 1786, e lo scritto: Procès Comique et Instructif pendant entre le fameux Cagliostro et le S. de Morandes, pubblicato a Londra nel 1787.

Attraverso il carteggio pubblico con il conte di Cagliostro, acquisì quella fama nella Storia che altrimenti mai avrebbe meritato nel suo ruolo di spregiudicato libellista e ricattatore di professione.

Thévenau de Morande, essendo venuto a conoscenza della Lettre Bernard (documento anonimo che divulgava l’errata notizia che il conte di Cagliostro e il palermitano Giuseppe Balsamo erano la stessa persona), e ritenendone vero il contenuto, si buttò come un falco sulla preda, e, per aumentare la tiratura del suo Giornale, Le Courier de l’Europe, iniziò una vera campagna diffamatoria verso il conte, accusandolo di truffare il prossimo sotto le mentite spoglie di Alessandro conte di Cagliostro, ma in realtà con il vero nome di Giuseppe Balsamo, vendendo medicine inutili e facendo risultare guarito chi non era mai stato ammalato.

In questa campagna, iniziata il 25 agosto 1786, ebbe tre alleati insperati: l’ex servitore del conte a Strasburgo nel 1780, di nome Carlo Sachi, cacciato dal suo servizio perché si era dimostrato infido e ladro; la contessa Elisabeth Charlotte Constantia von der Recke, che, dopo essere stata un’assidua discepola a Mitau, in Curlandia, nel 1779, dopo la sua partenza, divenne senza alcun motivo un’accanita denigratrice di Cagliostro; e la contessa Jeanne de la Motte, l’organizzatrice dell’intrigo noto come Affaire du Collier de la Reine.

Insieme a costoro, e con il loro aiuto, imbastì sul suo Giornale una serie di articoli a sfondo calunnioso e oltraggioso nei confronti del conte di Cagliostro.

Poiché era solito fare il doppio gioco, iniziato già nel 1771 con Le Gazetier Cuirassé, allorquando iniziò a minacciare i Nobili della Corte di Francia di rendere di pubblico dominio i segreti che li riguardavano, costringendoli a pagare profumatamente un pizzo, tanto che così lo definisce Paul Robiquet nella sua biografia: […] da bracconiere finì per diventare gendarme e spia, utilizzò quest’arma anche con il conte, nella speranza che abboccasse all’amo e si decidesse ad accettare il ricatto.

A conferma di ciò, è doveroso ricordare che l’Ambasciatore di Francia a Londra rimetteva a Thévenau de Morande una gratifica di ben 2.400 luigi per la sua campagna anti-Cagliostro; così il libellista aumentava il suo zelo per far notare al nuovo Ministro degli Esteri, Mons. Armand Marc conte de Montmorin-Saint-Hérem, subentrato nel 1787 a Charles Gravier conte di Vergennes, la sua riconoscenza.

Pertanto, più che fare il doppio gioco, de Morande mangiava a più greppie, come affermato dallo scrittore francese Henri d’Alméras.

Per intimorire il conte di Cagliostro, gli comunicò che avrebbe pubblicato le notizie riguardanti la sua nascita, con l’aggiunta di particolari inediti, assai piccanti e diffamatori, tra i quali la presunta affezione luetica, raccontati dai suoi detrattori a lui alleati.

Ma il conte non accettò; la sua corrispondenza con Thévenau de Morande è ampiamente riportata nelle cronache giornalistiche del tempo.

La faccenda finì così: il giornalista, più timoroso di perdere l’attenzione del pubblico, e pertanto di vendere meno copie del suo Giornale, che di perdere la propria faccia, una volta sbugiardato e messo alla berlina dal conte, smise di pubblicare su di lui e pose fine alla campagna di insolenze.

Così, la querelle giornalistica, tenuta per qualche tempo con toni assai astiosi, terminerà il 31 ottobre 1786 con un nulla di fatto.

Invece, assai curiosa è la storia della nascita del Courier de l’Europe. Henri d’Almeras nel suo libro Cagliostro. La Massoneria e l’Occultismo nel XVIII secolo, ne riporta una dettagliata cronologia tra cronaca e pettegolezzo.

In breve, questo è il suo racconto: il fondatore, di nome Antoine Joseph Serre de La Tour, già sposato con parecchi figli, fuggito nel 1775 a Londra con l’amante, la giovane, carina e civettuola moglie del Signor de Béjan, Intendente d’Alvernia, di cui era stato segretario, e trovatosi in difficoltà economiche, poiché il sig. de Béjan aveva perso la moglie ma si era tenuto il denaro, in associazione con un tipografo, certo Signor Samuel Swinton, aveva deciso di acquisire fama e fortuna stampando un libello in lingua francese destinato ai suoi compatrioti; in questo dovevano essere descritti, con la connivenza silenziosa della Corte di Francia nella persona di Mons. Charles Gravier de Vergennes, politico e diplomatico francese, dal 1774 al 1787 Ministro degli Esteri del Re Luigi XVI, le varie vicende dei personaggi ivi rifugiatisi.

L’obiettivo era mettere in ridicolo le persone invise alla Corte di Francia.

Insomma, si diceva che la Gazzetta di de Latour valeva cento spie.

Questo terreno era assai fertile per un personaggio senza scrupoli come Thévenau de Morande; costui, una volta diventato direttore della Gazzetta, d’accordo con il Governo Francese, da cui era ampiamente prezzolato, iniziò la sua campagna diffamatoria verso il conte di Cagliostro partendo proprio dal 1 settembre 1786.

Il resto è cronaca nota.

Dice Henri d’Alméras: […] in realtà de Morande non aveva bisogno di odio. Non aveva che dei bisogni, il che spiega molte cose. Faceva il suo mestiere e cercava di farlo più disonestamente possibile. Lo scopo che si proponeva era di mangiare a due greppie, ossia di vendere al Governo Francese le proprie ingiurie e vendere, poi, a Cagliostro il proprio silenzio.

Doppio gioco, sporco interesse veniale, ricerca di prestigio e di fama?

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