I libri su Cagliostro

Trilogia sul conte di Cagliostro

Autori: Raffaele e Tommaso De Chirico

Edizioni Mnamon, Milano, 2014

visione sinottica delle copertine

 

 

Presentazione, struttura e contenuto dei tre libri[1].

 

Primo volume: Cagliostro, un Nobile Viaggiatore del XVIII secolo, di Raffaele De Chirico, con le note del curatore Tommaso De Chirico.

Testo originale del manoscritto di mio padre, il professor Raffaele De Chirico, inizialmente abbozzato negli anni sessanta del secolo scorso, poi da lui a lungo aggiornato, e alla fine da me completato nel corso dell’ultimo decennio, si presenta al pubblico come una dettagliata, e inedita, biografia sulla vita e sulle opere del conte di Cagliostro.

Le tre Parti, in cui è suddiviso, riguardano i seguenti periodi: nascita e giovinezza del conte, età della maturità, e, dall’arrivo a Roma nel 1789, il Processo e la sua reclusione in San Leo fino all’evento della morte.

Il testo è preceduto da una mia Prefazione, che introduce le novità esposte nel libro, ed è seguito da un approfondito Commento a riguardo dei temi più importanti e controversi dibattuti in tutta l’opera.

La Bibliografia, unitamente a quella del secondo volume, è la più completa, nella letteratura cagliostrana, sul personaggio e sul periodo storico a lui riferito.

Secondo volume: Il conte di Cagliostro nel suo tempo, di Tommaso De Chirico.

Questo libro è stato da me scritto a corollario, e approfondimento, del primo, e si presenta come una lunga nota espositiva in aggiunta al manoscritto originale di mio padre.

Dopo le Biografie Cronologiche, comparate e separate anno dopo anno, dei personaggi principali (il conte di Cagliostro, Giuseppe Balsamo, Serafina Feliciani e Lorenza Feliciani), a dimostrazione che tutti e quattro sono stati individui diversi e ben definiti, seguono dei brevi ritratti degli altri più noti Personaggi descritti nei libri, e un’analitica esposizione critica degli Argomenti fondamentali trattati nei due testi.

In definitiva, è un lungo commento ragionato su tutta la vita e sul pensiero del conte di Cagliostro, così come proposto dall’autore, il professor Raffaele De Chirico.

Terzo volume: L’Inquisizione di fronte al conte di Cagliostro, di Raffaele De Chirico, con le note del curatore Tommaso De Chirico.

Il libro è stato impostato, da mio padre, sulla falsariga di un dramma teatrale in quattro atti; nel testo sono riportati, in modo integrale, alcuni brani tratti dal Ms. 245, che è la raccolta originale[1] dei documenti del processo, con le arringhe dell’Accusa e della Difesa, e gli interrogatori degli inquisitori.

Questo documento, ampiamente letto, analizzato e commentato da mio padre, è ritenuto dagli storici come l’Atto ufficiale del Processo della Santa Inquisizione Romana intentato al conte di Cagliostro, su richiesta del Tribunale del Sant’Uffizio, nel 1790-91.

Tutti gli interventi della Difesa e dell’Accusa testimoniano il clima di pregiudizio della Corte Giudicante.

Il commento finale, a riguardo di tutto il dibattimento processuale e della successiva Sentenza, richiesto al pubblico virtuale che ha assistito a questa pseudo-rappresentazione teatrale, vuole essere un invito all’espressione del libero pensiero sulla sorte di un personaggio, già tragicamente condannato a un’eterna vita di equivoci, falsità e stereotipi, senza alcun riscatto tardivo e senza dignità postuma.

Considerazioni conclusive sulla trilogia

Il conte di Cagliostro, sulla base delle testimonianze riportate nei libri, merita, proprio per il ruolo avuto nel pensiero europeo della seconda metà del XVIII secolo, maggior credito, e, soprattutto, un destino migliore di quello che gli è stato offerto.

In definitiva, tutta la sua luminosa figura richiede una riabilitazione che solo la “vera” Storia, quella imparziale e obiettiva, gli può concedere.

N O T E

Presentazione, struttura e contenuto

[1] Vedi la locandina allegata.

I primi tre titoli sono quelli dei singoli volumi, ciascuno con propria copertina, del formato cartaceo.
Il titolo della locandina con la cover bianca, invece, è quello del formato ebook, il quale racchiude integralmente, nel suo testo, i primi due volumi cartacei.
Del terzo, esiste sia la forma cartacea singola, indicata in locandina, che l’ebook, che si presenta con una diversa cover, qui non presentata.
I libri sono acquistabili sia nel formato ebook sul sito Mnamon.it, sul sito Amazon.it, e nei vari book store, sia in quello cartaceo nel sito Amazon.it. Alcune copie cartacee sono disponibili presso l’autore.

Titolo del terzo volume

[1] Questa è nota con il nome di Ristretto del Processo al conte di Cagliostro (titolo originale: Raccolta di scritture legali riguardanti il processo di Giuseppe Balsamo denominato il conte di Cagliostro e di padre Francesco da San Maurizio cappuccino innanzi al Tribunale del Sant’Uffizio di Roma), presente come unico volume di circa 800 Fogli, denominato Manoscritto 245, nell’Archivio della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, Fondo Vittorio Emanuele III.

 

OSSERVAZIONI

A questo punto sono doverose alcune considerazioni per fugare equivoci e per non creare incomprensioni o critiche non corrette su quanto espresso nella trilogia.

La vita del conte di Cagliostro, come detto chiaramente nella Prefazione del primo volume, può essere suddivisa in tre parti: nascita e giovinezza (fino all’anno 1777), periodo della maturità, che coincide con la sua vita pubblica (dal 12 aprile 1777, data di iniziazione a Londra nella Massoneria Ordinaria presso la Loggia n. 369 l’Ésperance, al 27 maggio 1789, arrivo a Roma), processo da parte della Inquisizione Romana e morte (dall’arresto in casa Conti, piazza Farnese in Roma, avvenuto la sera del 27 dicembre 1789, fino al 1795, anno del dichiarato decesso avvenuto nella Fortezza di San Leo).

In pratica, questo schema rispecchia la suddivisione in tre Parti dei capitoli del primo volume.

Ebbene, come già accennato in quell’occasione, la reale parte “storica”, documentata su prove certe e inoppugnabili, è quella centrale.

Ad esclusione degli altri temi riguardanti le vicende vissute dal conte nel corso della sua intensa vita pubblica e privata nell’arco di più un decennio (1777-1789), qui si concentrano soprattutto le ricerche volte a confermare la tesi che il conte di Cagliostro e Giuseppe Balsamo sono state due persone differenti. Le prove a sostegno, come scritto nel testo, sono tali che nessun dubbio ormai può essere avanzato a tal proposito.

Però, a questo punto, una volta appurato, con certezza, che Alessandro Cagliostro non è Giuseppe Balsamo, è doveroso dargli una data e un luogo di nascita, e anche una famiglia da cui discendere, per spiegare i suoi natali, dal momento che, sicuramente, non è nato a Palermo il 2 giugno 1743 da Pietro Balsamo e Felicita Bracconieri[1].

Poiché le testimonianze qui raccolte sono indirette, incomplete, e non del tutto confermate o certificate, su tali argomenti si possono fare solo delle supposizioni.

Così è stato; dopo aver svolto le mie indagini, ho tratto delle conclusioni provvisorie sulla base di ragionamenti credibili.

Pertanto, eventuali accuse di non obiettività storica riguardanti le mie considerazioni sui natali di Alessandro conte di Cagliostro, sono inopportune e ingiustificate in quanto, io stesso, nella Prefazione del primo volume, ho affermato trattarsi solo di ipotesi di lavoro, surrogate da informazioni dei contemporanei e da riflessioni personali elaborate analizzando testimonianze del suo tempo e pubblicazioni postume. Infatti, in mancanza di dati certi su questo tema, io stesso ho definito il contenuto della Prima parte del primo libro un “romanzo storico”, o meglio, “una storia romanzata” della giovinezza del conte.

Per analoghi motivi, poiché sussistono dei fatti e dei documenti inspiegabili, sconcertanti e contraddittori riguardanti gli eventi della sua morte[2], decretata ufficialmente il 26 agosto 1795 nella Rocca di San Leo in Montefeltro, territorio dello Stato Pontificio, anche questa, nelle sue accezioni e modalità, può essere messa in discussione. Va da sé che, in tal caso come nel precedente, le mie ipotesi, esposte a giustificazione dei dubbi, sulla base di documenti dell’epoca mai analizzati e in assenza di riscontri contrari, servono solo a colmare il gap tra le informazioni disponibili e quelle mancanti.

Naturalmente, tutte le teorie su accennate potranno essere rimesse in discussione qualora si rintraccino nuovi documenti a favore di differenti versioni riguardanti la nascita e la morte del conte di Cagliostro; al contrario, quelli relativi al suo lungo peregrinare in Europa, e agli episodi ed eventi connessi con il suo apostolato di Luce e Verità, sono talmente numerosi e  accuratamente verificati da testimonianze certe e incontrovertibili, da non essere meritevoli di alcuna controversia o critica per mancanza di fedeltà storica.

Lungi da me l’idea di fideismo preconcetto; la Storia si scrive su fatti reali e certificati, proprio come quelli relativi alla doppia identità, e non su ipotesi. Queste servono solo a stimolare la ricerca in caso di avvenimenti o argomenti carenti di conferme autorevoli.

In definitiva, immaginare, come sostengono alcuni, due personalità diverse, susseguenti e coincidenti, con prevalenza ora dell’una ora dell’altra, in uno stesso soggetto[3], non certo per naturale evoluzione “spirituale” ma per degenerazione psicopatologica di tipo dissociativo, che in un contesto analitico, ora difensivo ora protettivo, non ha alcuna spiegazione salvo quella di giustificare il suo comportamento truffaldino e far ricuperare la pessima immagine morale di un individuo che è ben lungi da avere avuto, in età matura e non si capisce in qual modo, i poteri “occulti” attribuiti al conte, è operazione assai artificiosa, contraddetta sia da tutte le illustri e inequivocabili testimonianze dei contemporanei e dei commentatori ufficiali[4], sia dalle considerazioni sulla fisiognomica personale, sull’educazione intellettuale, culturale ed etica, sul carattere e sul temperamento del conte rispetto al suo alter ego Balsamo.

Tutto ciò è doverosamente documentato nei miei libri.

Pertanto, a conclusione di questa lunga osservazione analitica su tutta la trilogia, posso affermare con serenità che, mentre la parte centrale dell’opera[5] è tutta fondata su dati storici non contestabili, le altre parti[6] offrono un’interpretazione, del tutto particolare e inedita, e una serie di ipotesi suggestive, ma assai credibili, vuoi sulla sua nascita e sulla prima giovinezza, vuoi sugli eventi correlati alla morte. Queste ipotesi, basate su documenti poco consultati e formulate con argomentazioni logiche, possono spiegare tutti i lati oscuri mai affrontati dagli altri autori.

Storia e fantasia contemporaneamente in un medesimo volume? Perché no?

In fondo molti romanzi prendono spunto da eventi vissuti e, a volte, la trama s’intreccia a tal punto da rendere arduo separare la tesi dall’ipotesi, il reale dal  fantastico, concretizzando così la coincidenza del credibile con l’incredibile, proprio come lo scrittore Conan Doyle fa dire al suo personaggio Sherlock Holmes:Eliminato l’impossibile, ciò che resta, per improbabile che sia, deve essere la verità”.

Comunque, l’associazione dei due termini[7] e il metodo[8] sono corretti, sempre che tutto ciò sia formulato con l’intento che quanto espresso, a torto o a ragione, sia d’incentivo a ulteriori indagini prive di pregiudizi su un personaggio che ha fatto del dubbio e dell’equivoco la sua regola di vita.

La verità su di me non sarà mai scritta, perché nessuno la conosce”: queste sue parole giustificano assai bene il fatto che ogni tentativo di spiegarne natali, temperamento, scopo di vita e morte, può essere infruttuoso e destinato a restare nel campo delle eventualità, potenziali o reali che siano.

Ragion per cui, chiunque affermi con sicurezza il contrario, basandosi solo sull’assioma Cagliostro=Balsamo, convinto che bastino le prove fornite dai biografi discepoli di Giovanni Barberi, autore del famoso e “infame” Compendio della vita e delle gesta di Giuseppe Balsamo denominato il conte di Cagliostro che si è estratto dal processo contro di lui formato in Roma l’anno 1790, a chiarire del tutto la sua storia, è assolutamente lontano della realtà, perché è proprio il dubbio che stimola la conoscenza, mentre la presunzione di verità la frena e la cristallizza.

Per chiunque si cimenti in questa ricerca consiglio umiltà di comportamento, prudenza nel giudizio, obiettività e rigorosità nell’approccio, imparzialità e rispetto dei pareri opposti, competenza e cultura in materia, profonda conoscenza di tutta la letteratura a disposizione, e, infine, atteggiamento non preconcetto per una corretta analisi delle testimonianze originali dei documenti, siano essi già stati acquisiti oppure inediti.

Solo alla luce di queste qualità, il vero volto del conte di Cagliostro potrà essere finalmente riscattato.

Ma, a due uniche condizioni: che il suo spirito indulgente vegli su di noi e ci dia il benestare, e che colui che si accinge a tale opera agisca con animo puro e sincero, solo per esclusivo e disinteressato amore per la Verità.

Tommaso De Chirico

medico chirurgo, specialista in pneumologia, omeopata e agopuntore in Milano, da alcuni anni biografo del conte di Cagliostro.

blog: http://www.tommasodechirico.mnamon.it

 

N O T E

[1] Questi sono i veri dati biografici di Giuseppe Balsamo.

Vedi la Prima parte del primo libro e i vari capitoli del secondo volume.

[2] Si tratta di ambigue versioni sulla data della “presunta” morte e perplessità sul dichiarato “seppellimento”.

[3] Giuseppe Balsamo di Palermo, che poi diventerà, per “magica folgorazione divina” Alessandro conte di Cagliostro.

[4] Molti di costoro hanno sempre sostenuto il contrario, ritenendo, anzi, che i veri poteri magici non si acquistano “per caso” col tempo e con l’esercizio, ma presuppongono un profondo e intensivo apprendimento culturale supportato da veri Maestri e basato su innate capacità intrinseche. In pratica, mago si nasce e non si diventa. Confondere le truffe del Balsamo con le divinazioni e le guarigioni del conte, serve solo per rabbonire il popolo semplice e il lettore non accorto, ma offende l’intelligenza e il buon senso di chi è esperto in materia.

[5]  Si tratta, in particolare, della Parte seconda e della maggior parte dei capitoli della Parte terza del primo volume.

[6] Sono precisamente la Prima parte e la conclusione della Terza del primo volume.

[7] Realtà e fantasia.

[8] Utilizzare lo schema del romanzo per rendere verosimili trama, personaggi e sceneggiatura.

 

 

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