Il Vaticano e Cagliostro

risposta della Segreteria di Stato


Commento alla lettera della Segreteria di Stato del Vaticano, datata 23 dicembre 2014, in risposta all’invio a Papa Francesco dei miei libri sul conte di Cagliostro[1].

 

La verità sul conte di Cagliostro non sarà mai svelata perché, come precisato dallo stesso, “nessuno la conosce”.

Ciò nonostante, per quanto molte parole, nel bene e nel male, siano state dette e scritte su di lui nei 222 anni successivi alla morte[2], nessun ricercatore imparziale, vuoi per propria esigenza vuoi per pura curiosità, ha mai sentito il bisogno di approfondire, di là da ogni pregiudizio, molti particolari della sua vita e delle sue azioni.

Questa mancanza di volontà nell’acquisire ulteriori informazioni obiettive sulla sua figura ha, a mio parere, un’unica spiegazione: la “letteratura cagliostriana tradizionale” si è sempre acriticamente adeguata alla versione, assolutamente di parte e fondata su presupposti inesatti, imposta dal contenuto del Compendio sulla vita e sulle gesta di Giuseppe Balsamo, detto conte di Cagliostro, scritto e pubblicato a Roma da Mons. Giuseppe Barbieri, Avvocato Fiscale e Giudice del Tribunale della Santa Inquisizione, nel 1791 subito dopo la sentenza che condannò il conte alla prigione perpetua presso la Rocca di San Leo in Montefeltro.

Infatti, nel suo libro, che fu compilato a conclusione delle superficiali, frettolose e faziose ricerche fatte in Francia e Sicilia, su richiesta del Tribunale del Sant’Uffizio, per confermare la presunta identità tra il conte di Cagliostro e Giuseppe Balsamo, l’autore, unendo falsità a verità, volutamente non prese in considerazione, pur conoscendone il contenuto, qualsiasi prova contraria alla sua tesi.

Pertanto, quanto scritto nel Compendio rappresenta il “peccato originale”, e di conseguenza il primum movens, delle future errate opinioni sul conte, tanto che uno storico italiano di fama internazionale, Franco De Pascale, curatore e commentatore dell’opera di Marc Haven, pubblicata nel 2004, Il Maestro Sconosciuto: Cagliostro, gli attribuisce addirittura il termine di “infame Compendio”.

In aggiunta a ciò, d’allora nessuno ha mai avuto il coraggio di contraddire il testo di Mons. Barberi cercando pazientemente, tra un’infinità di documenti depositati in Archivi e biblioteche di tutta l’Europa, quanto di “diverso” meritava di essere scoperto.

Ebbene, mio padre Raffaele, dopo circa cinquant’anni di ricerche a tutto campo sul personaggio, ebbe l’opportunità di trovare proprio quelle notizie inedite che io stesso, in seguito, ho finalmente potuto portare alla luce dopo aver analizzato tutte le numerose testimonianze, storicamente attendibili, a favore della sua tesi.

 

Quali le conclusioni?

Molte, ma soprattutto una sola, assai importante: il conte di Cagliostro, mago, alchimista, taumaturgo, benefattore, massone e rosacroce, contrariamente a quanto finora ritenuto, non può più essere identificato con il palermitano Giuseppe Balsamo, già conosciuto nel suo paese per la triste fama, acquisita sin dalla giovane infanzia, di falsario e gabbamondo[3].

Infatti, il conte di Cagliostro e Giuseppe Balsamo sono state due persone assolutamente differenti, sia fisicamente che moralmente e culturalmente; prove inoppugnabili ormai lo confermano.

Di qui l’assioma, ormai incontestabile, che ogni malefatta attribuita al conte deve essere addebitata, solo ed esclusivamente, al noto truffaldino Giuseppe Balsamo, il quale aveva l’abitudine di sostituirsi a lui per acquisire ingiusta fama e benefici immeritati, mistificandone così l’immagine.

In tal modo, si mina il presupposto su cui si fondano sia le malevoli voci sul suo conto[4] sia la struttura, con le sue motivazioni, del Processo cui il conte fu ingiustamente sottoposto da parte del Tribunale del Sant’Uffizio di Roma nel periodo 1790-91, e, di conseguenza, si mettono in discussione le basi stesse del contenuto del Compendio di Mons. Barberi, il quale, già nel titolo della sua opera, trae delle conclusioni ormai contraddette da numerosi documenti storici inediti, originali, attendibili, poiché provenienti da fonti affidabili, ma, soprattutto, imparziali.

Ma le sorprese non finiscono qui.

Nel testo della mia trilogia, pubblicata dall’anno 2014 presso l’editore Mnamon di Milano, è descritto in dettaglio, in conformità a documenti e testimonianze, le cui fonti, da me minuziosamente controllate, sono tutte degne di fede, ogni altro particolare inedito sia sul personaggio Cagliostro, sia sui comprimari delle sue vicende (Giuseppe Balsamo, Serafina Feliciani, e Lorenza Feliciani), sia, soprattutto, sui soggetti illustri citati nei miei libri [5], i quali, con i loro scritti e le loro opere, hanno contribuito a rendere interessante, con un alone di fascino e pieno di misteri, alcuni ancora irrisolti, la figura del conte di Cagliostro.

Un’opera così completa, ricca di episodi finora ignorati, tutti accuratamente documentati e in seguito commentati, rappresenta quasi un’enciclopedia sul personaggio, che merita in ogni caso di essere visionata, consultata e letta, pagina dopo pagina.

Nell’intento di avere una “cortese opinione” anche da parte della Chiesa Cattolica Romana, ho spedito in Vaticano, nel mese di dicembre del 2014, una lettera indirizzata al Papa Francesco, con la quale, facendo “devoto omaggio” di una copia dei miei libri, illustravo “le mie considerazioni personali sul Nobile Viaggiatore del XVIII secolo”, nella speranza che si possa finalmente intraprendere un processo di riabilitazione ufficiale di Alessandro, conte di Cagliostro.

Pronta, assai cortese ma generica, fu la risposta, firmata dall’Assessore della Segretaria di Stato del Vaticano, Mons. Peter B. Wells, a nome del Papa.

Il testo integrale della lettera è allegato al presente commento.

Ci sarà, dunque, un percorso di revisione del Processo, oppure una pubblica rivisitazione, su nuove basi, della sua immagine, priva finalmente degli stereotipi e delle falsità che finora la Storia, complice il Compendio di Mons. Barberi, gli ha attribuito?

Potrà partire questa iniziativa dalla Chiesa stessa?

Dopo aver proseguito con questo intento, nello spirito del Giubileo della Misericordia indetto nel 2015 dal Santo Padre, e nella speranza di un’ispirazione divina, la mia corrispondenza con il Vaticano, nella figura del Papa Francesco Bergoglio, sono ancora in attesa di una sua risposta definitiva.

Arriverà?

Sarà accolta la mia petizione?

In ogni caso, qualunque sia il verdetto, il destino del conte di Cagliostro si è già compiuto al di fuori di questo mondo.

La Giustizia di Dio non ha tempo né luogo.

 

Tommaso De Chirico

medico chirurgo, specialista in pneumologia, omeopata e agopuntore in Milano, da alcuni anni biografo del conte di Cagliostro.

 

[1] I libri si trovano sul sito Mnamon.it per il formato ebook, e presso Amazon.it per l’edizione cartacea.

[2] Purtroppo, anche quando era in vita, non gli sono state risparmiate né critiche feroci né violente calunnie!

[3] Ne fanno fede alcuni documenti dell’epoca, resi noti anche dallo storico siciliano Giuseppe Pitré nel XIX secolo e dal ricercatore, e saggista palermitano, Calogero Messina nel 2001, e la testimonianza di Giacomo Casanova, poi riportata nelle sue Memorie, il quale conobbe Giuseppe Balsamo e la moglie Lorenza Feliciani nella Locanda I Tre Delfini di Aix-en-Provence nel febbraio del 1769.

[4] Già accreditate nel famoso Compendio da Mons. Barberi, e in seguito sempre riportate in modo dogmatico e ripetitivo, senza alcuna analisi critica, dai vari biografi, ancora oggi le stesse voci attribuiscono il termine “Cagliostro” a qualunque individuo cialtrone, ingannatore e truffaldino, fama assai dura da essere demolita, almeno nella mentalità corrente.

[5] Sono, tra questi, il conte di Saint Germain, il re Luigi XVI e la regina Maria Antonietta di Francia, il poeta Wolfgang Goethe, Mons. Giuseppe Barberi, il re Giuseppe V di Portogallo, l’avventuriero Giacomo Casanova, il Gran Maestro dei Cavalieri di Malta Emmanuel Pinto de Fonseca, il massone e rosacroce napoletano Luigi d’Aquino, il politico e saggista Giuseppe Compagnoni di Lugo, tanto per citare i nomi di alcuni dei più noti e importanti personaggi contemporanei del conte che ne hanno condiviso le vicende nella seconda metà del XVIII secolo. Questo periodo, assai fecondo di eventi storici e culturali, parte dall’Illuminismo per arrivare, attraverso le idee liberali della Massoneria europea, alle Rivoluzioni americana, francese e napoletana, fino al successivo Impero di Napoleone I. Da qui, inizia l’Era Moderna, quella attuale. Dopo più di due secoli di guerre combattute, lotte politiche, conflitti sociali e conquiste morali, il nostro debito verso i protagonisti di quel tempo è immenso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *