La collana della Regina – 4a puntata – Il Cardinale Principe di Rohan

RHOAN, Principe di, Cardinale: il suo destino dopo l’Affare della Collana

busto d'uomo in veste cardinaliziaIl Cardinale Principe di Rohan[1] condivide, con la contessa Jeanne de Saint-Rémy de la Motte-Valois, il ruolo di protagonista nell’Affaire du Collier[2].

Rinchiuso nella prigione della Bastiglia insieme agli altri imputati, subito dopo il drammatico e plateale arresto avvenuto a Versailles al momento della Santa Messa per celebrare l’Assunzione, il 15 agosto 1785, alla presenza dei Nobili della Corte, fu immediatamente privato di tutte le sue importanti cariche dal Re Luigi XVI.

 

Nonostante la Sentenza di assoluzione del 31 maggio 1786, da lunedì 4 giugno sarà esiliato nella Abbazia di la Chaise-Dieu, luogo dove era Abate Commendatario.

Eletto deputato all’Assemblea Nazionale degli Stati Generali nel 1789, sarà destituito dall’Assemblea Rivoluzionaria l’anno dopo.

Recatosi in seguito a Ettenheim, nella sua diocesi, morirà dimenticato dai contemporanei ma non dalla Storia che, con l’Affare della Collanadella Regina e il successivo clamoroso Processo, lo ricorderà come uno dei principali protagonisti di questo evento.

Non partecipò al Conclave del 1800, che avrebbe eletto Papa il Cardinale Barnaba Nicolò Maria Luigi Chiaramonti con il nome di Pio VII, essendo stato esautorato, nonostante la Sentenza di assoluzione del Pontefice del 13 febbraio 1786, da tutte le sue funzioni ecclesiastiche da parte della Curia Romana.

In realtà, sin dalla nomina a Cardinale del 1 giugno 1778, non gli fu mai concesso il Titolo Cardinaliziol’imposizione della berretta rossa, per cui, non essendo membro del Sacro Collegio Cardinalizio, in nessun modo sarebbe entrato in Conclave, e mai avrebbe potuto provvedere, collegialmente, all’elezione del Papa.

Durante la prigionia nella Bastiglia versò in gravi condizioni per un’artrite purulenta al ginocchio sinistro; non volle altri medici che Cagliostro, il quale, anche in quest’occasione, lo guarì.

La stima reciproca era assai forte, e non fu intaccata neanche nei momenti più difficili.

Nel novembre del 1789 il conte gli scrisse una lettera[3], nella quale gli raccomandava il Balì Charles Abel de Loras come neo-Ambasciatore dei Cavalieri dell’Ordine Ospedaliero di Malta alla Corte di Roma, al posto del Balì Giacomo Lauro di Breteuil, da poco deceduto. 


[1] Il vero nome era Louis René Edouard de Rohan-Guéméné.

Nacque a Parigi il 25 settembre 1734, e morirà a Ettenheim il 16 febbraio 1803.

Ebbe numerose cariche, oltre a quella ecclesiastica.

Di nobile lignaggio, era ricchissimo per avere ereditato dalla Famiglia d’origine numerose proprietà e beni, ed era imparentato con le più illustri e influenti Casate accreditate presso la Reggia di Versailles: i Rohan, i Soubise, i Guéménée e i Montbazon.

Per la storia della sua vita, per le sue precedenti esperienze diplomatiche, per il ruolo che ebbe sia alla Corte di Parigi sia a quella di Vienna, e per quello avuto durante l’Affaire du Collier e durante il Processo a Parigi nel 1785, vedi gli ultimi capitoli della Parte seconda del Primo volume.

[2] Vedi la Parte seconda del Primo volume.

Vedi anche alle voci: Affare della Collana della Regina, nel capitolo: Argomenti, e: Affare della Collana della Regina e Contessa Jeanne de Saint-Rémy de la Motte Valois, nel capitolo: I Personaggi. Tutti questi temi sono trattati nel presente volume.

[3] Una copia è conservata nel Manoscritto 245, Fondo Vittorio Emanuele in Roma, con la sigla Foglio XXII, n. 2.

Il testo, invece, è riprodotto integralmente alla pagina 495 del libro di Marc Haven nella Edizione italiana del 2004.

Abstracs dal mio libro: Il Conte di Cagliostro nel suo tempo, 2° volume della trilogia sul conte di Cagliostro, Ed. Mnamon, Milano, 2014

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