La teoria dei miasmi – 2. Risposta dinamica evolutiva

Tommaso De Chirico è autore di OmeopatiaAgopuntura e Omeopatia

I MIASMI DELLE MALATTIE CRONICHE di Tommaso De Chirico

2. Commento alla dottrina omeopatica di Hahnemann:risposta sifilitica o sicotica

Segue da miasmi 1: per una piena comprensione si consiglia di leggere l’articolo precedente

ritratto di hahnemann

Samuel Hahnemann

Ma, c’è di più; data la prevalenza statistica dei sintomi sifilitici, è probabile che la Sicosi non esista come Miasma distinto, ma possa esistere solo come risposta del Miasma sifilitico, come un momento reattivo della Sifilide, e questa stessa, a sua volta, come momento reattivo della Psora. E’ come una bilancia che sta trovando il suo equilibrio.

Ad esempio, l’organismo subisce un trauma fisico per “vulnerabilità psorica”, ma subito reagisce in ”modo sifilitico” (è lo stupor, l’iniziale mancanza di risposta).

A questo punto si rompono i vasi cutanei e si formano emorragie. Subito dopo, l’organismo reagisce fabbricando un vallo difensivo, (reazione sicotica) contro l’agente traumatizzante per limitarne l’invasione con il richiamo di elementi cellulari a funzione immunologica di difesa e di riparazione, con sierosità e tendenza alla cicatrizzazione, a volte ipertrofica.

In realtà, il vero cardine della teoria dei Miasmi Cronici di Hahnemann è proprio la Dynamis, o Forza Vitale.

Un suo progressivo decadimento evidenzia la Psora, inizialmente latente o mascherata o silente, ma poi, subito dopo, manifesta.

La successiva “reazione psorica” può essere in difetto (Sifilide) oppure in eccesso (Sicosi).

L’equilibrio non è permanente ma dinamico; le varie fasi si possono alternare, e noi possiamo mettere in evidenza l’una o l’altra a seconda del momento in cui l’osserviamo, proprio come la bilancia durante la sua oscillazione.

Se l’evoluzione della difesa psorica è in prevalenza ipercostruttiva, saremo in presenza di Sicosi conclamata, non frenata dalla Sifilide; viceversa per la reazione prevalentemente distruttiva. L’una deve modulare, creare o frenare l’altra.

 

Arriviamo così alla Teoria cellulare esposta da Rudolf Virchow nel 1858: “omnis cellula e cellula”; cioè, ogni cellula deriva da un’altra per capacità strutturale di riprodursi (mitosi[1], che è la reazione sicotica) ma anche di autodistruggersi (apoptosi[2], che è la reazione sifilitica).

Oggi, questi criteri sono ben noti ai biologi, e soprattutto a chi lavora in campo oncologico; infatti, la cellula tumorale, anarchica e indipendente nella sua evoluzione, è l’esempio classico delle potenzialità offerte dalla Natura. Per questo, la nuova ricerca sui farmaci antitumorali si basa proprio sullo studio delle capacità riproduttive (angiogenesi) o distruttive (apoptosi) delle cellule neoplastiche.

E’, pertanto, assai probabile che la Sicosi non sia un Miasma a caratteristiche ben definite, bensì un’ulteriore modalità difensiva della Sifilide; infatti, tutte le risposte degli organismi viventi dopo un certo tempo si esauriscono e mettono in luce la Sifilide di fondo, quale prevalente risposta psorica.

Si tratta, molto più semplicemente, dell’applicazione della Legge orientale del TAO, dei movimenti dello INN e dello YANG; entrambi s’integrano, si equilibrano e si generano a vicenda.

La prevalenza dell’uno o dell’altro movimento genera le malattie energetiche, ma alla radice di tutto sta la carenza dell’equilibrio INN-YANG, cioè l’instabilità della Forza Vitale, che caratterizza la Psora.

Anche nella dinamica del rimedio omeopatico esiste la fase “di pieno”, di attività, di movimento, di esaltazione (fase YANG), e la fase di “vuoto”, di esaurimento, di stasi, d’introspezione (fase INN).

 

Ecco perché è difficile entrare nello spirito del rimedio omeopatico; ecco perché tutti i rimedi più importanti (i cosiddetti “policresti”) sono aggravati o migliorati (cioè “modalizzati”, così come appare nel corso della “repertorizzaione”) dalle stesse cose o situazioni, in quanto presentano, nell’unitarietà della sostanza farmacologica (è il “genio del rimedio”), un aspetto contradditorio e antitetico, quasi in un costante e alternante succedersi del confronto dialettico miasmatico interno.

Ad esempio, il soggetto Natrum Muriaticum è fortemente aggravato, ma anche migliorato, dal clima marino. La differenza sta nel “momento vitale” vissuto dal paziente quando si trova in riva al mare; alla Psora di base può reagire in modo sicotico, oppure sifilitico, secondo lo stato della sua Dynamis in quel preciso periodo.

 

Le scoperte delle Leggi della chimica e della fisica, nel corso degli ultimi cento anni, possono confermare questo equilibrio energetico instabile, e sono convinto che Hahnemann oggi potrebbe rivalutare la sua Teoria dei Miasmi Cronici sotto una luce non più organicista ma energetica, secondo leggi universali.

 

einstein ritratto

Abert Einstein

Basti pensare a quali conclusioni dottrinarie e speculative può portarci l’equazione di A. Einstein (Ulm, 14 marzo 1879 – Princeton, 18 aprile 1955):

e = m c2.[3]

In questa reazione può essere condensata tutta la realtà dell’Universo nel suo continuo divenire; basta sostituire = con ⇔ .

I due termini della reazione sono modulati dalla Forza Vitale hahnemanniana che permea Materia e Spirito, mantenendoli nel giusto equilibrio.

Il catalizzatore della reazione, specifico per ciascun sistema o essere vivente, è il simillimum hanemanniano.

 

Quando la Forza Vitale s’indebolisce, si rompe l’equilibrio del sistema, e si manifestano le alterazioni organiche o funzionali, cioè le malattie, che solo il simillimum è in grado di controllare.

Questa reazione si chiama “manifestazione della Psora”: è lo squilibrio permanente, è la costante tensione tra Materia e Spirito, è il vacillare permanente, per l’eternità, tra un termine e l’altro, è la suscettibilità morbosa kentiana in quanto “debolezza psorica primaria”.

Questa sofferenza eterna è (forse) il risultato del Peccato Originale; all’inizio non c’era Materia ma solo Energia Pura e assoluta. Con la condensazione dell’Energia, la Materia ha preso forme sempre più differenziate ed evidenti fino all’equilibrio permanente. L’Energia tende a diventare Materia, e questa, dopo la “morte fisica”, a ritornare Energia.

Nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma (è il “panta rei” del filosofo greco Eraclito)

Non ci sarà mai la Materia Pura Assoluta, come non ci sarà mai l’Energia Pura Assoluta; questo è il vero “Dramma dell’Uomo”[4].

Riprendendo il tema delle manifestazioni reattive della Psora, quello che conta è l’atteggiamento miasmatico, il Miasma dominante in quel momento (ma non solo in quello) del soggetto. Questo Miasma modula le sue reazioni e s’irrigidisce creando lesioni organiche quando non viene modificato, vuoi spontaneamente vuoi con opportuno trattamento (simillimum).

A questo punto è necessario approfondire l’anamnesi omeopatica anche a ritroso, risalendo all’infanzia del paziente, oppure analizzando gli aspetti meno appariscenti dello stesso, come tutte le sue attività automatiche di cui, apparentemente, non si rende conto (respirare, mangiare, bere, dormire), perché proprio nei piccoli atteggiamenti della vita quotidiana compare come un leit motiv in sordina (è la cosiddetta biopatografia omeopatica), in modo puro e spontaneo, non modificato da fattori sociali (quale la morale, l’educazione, le abitudini o lo stile di vita), l’espressione miasmatica reattiva.

Tutto ciò non costituisce novità in quanto è stato già suggerito da Hahnemann nell’Organon dell’Arte del guarire (1810), e nel Trattato delle Malattie Croniche (1828).

 

[1] E’ il processo riproduttivo naturale delle cellule. Da una se ne creano due, e così via in modo esponenziale. Non procede all’infinito solo perché è dotata di meccanismi di autocontrollo, i quali la bloccano in tempo. Purtroppo, alcune cellule non rispondono a questa legge: sono le cellule tumorali, anarchiche e imprevedibili, preda di una follia paranoica e incontrollabile (è la classica reazione sicotica, spinta al massimo delle sue potenzialità).

[2] E’ la morte cellulare programmata, già insita nel suo codice genetico. L’uomo (e così la Natura, fatta di materia) non è immortale, e non lo sarà mai.

[3] e è l’Energia, movimento, vitalità, creatività, evoluzione, mentalismo (YANG), e m rappresenta la Materia, immobilismo, morbilità, introspezione, corporeità (INN).

[4] Vedi i processi di antropogenesi descritti da M. Heindel in: Cosmogonia dei Rosacroce, Ed. Jupiter, San Benedetto-Pisa,1991.

 

Leggi tutti gli articoli sul miasma:
miasma1 e miasma3

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